Archive for the ‘ Sport ’ Category

Sorprese nel campionato primavera

Giunti agli ottavi di finale le squadre vincenti non sono quelle che erano considerate le migliori: infatti ci sono state le eliminazioni a sorpresa di Inter e Juventus, eliminate rispettivamente da Empoli e Brescia.

Le sfide relative ai quarti di finale non sono ancora state decise, ma è facile pronosticare chi arriverà alla finale del campionato.

Di otto squadre ce ne sono quattro di alto livello: il Palermo campione in carica, la Sampdoria campione di due anni fa, il Genoa fautore di giocatori emergenti e il Milan sorpresa guidato dal suo allenatore Stroppa e dalla sua stella Simone Verdi (classe 1992).

Di queste quattro le favorite, per forma e per sostanza, sembrano essere Milan e Palermo. Le due squadre si sono gia incontrate nella finale di Coppa Italia che ha visto uscire vincitrice la squadra Rossonera, con una vittoria firmata Verdi e Zigoni.

Quest’anno sarà un’obbligo seguire le fasi finali del torneo, viste le intenzioni dei presidenti di non spendere e puntare sui giovani.

Ferrari Jacopo

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Atletico Madrid primo trionfatore in Europa League

Atletico Madrid (4-2-2-2): De Gea 6.5; Lopez 6, Dominguez 6, Perea 6.5, Ujfalusi 6.5; Raul Garcia 5, Paulo Assunçao 5; Simao 4.5, Reyes 7; Aguero 8, Forlan 7.5.  All. Sanchez Flores 6.5
 
Fulham (4-2-3-1): Schwarzer 6.5; Konchesky 6.5, Hangeland 6, Hughes 6, Baird 6; Murphy 4, Etuhu 4.5; Davies 6.5, Gera 7, Duff 7.5; Zamora 6.  All.Roy Hodgson 5.5

 
Temperatura invernale al gremito stadio di Amburgo, sede della finale della prima edizione della UEFA Europa League: la pioggia, accompagnata da soli 8 gradi, accoglie i giocatori di Atletico Madrid e Fulham. Arbitra il nostro Rizzoli, a dimostrazione del fatto che gli arbitri italiani sono più apprezzati all’estero che in Italia.
La prima palla è del Fulham, molto aggressivo in avvio, che ha due persone in cerca di riscatto: sono il portiere, l’australiano Schwarzer, finale di UEFA persa nel 2001 giocando nel Middlesbrough contro il Siviglia, e l’allenatore Hodgson, eletto miglior coach della Premier League, che nel suo palmares ha una finale persa con l’Inter quando nel 1997 allenava lo Schalke 04. Dopo un ottimo avvio degli inglesi, i Colchoneros attaccano e guadagna un angolo dopo il fuorigioco di Bobby Zamora, in campo con un problema al tendine d’Achille. Al 9’ occasione in contropiede per gli spagnoli, ma Aguero è fermato, forse fallosamente, da Hangeland. Nel conseguente ribaltamento di fronte, Zamora è fermato in fuorigioco. Dopo il passaggio sbagliato da Murphy, c’è un’altra occasione, stavolta nitidissima, per i biancorossi, ma il sinistro di Forlan servito da Aguero finisce sul palo. Il Fulham è impaurito ora dal gioco dell’Atletico Madrid, che fa la partita: ottime impressioni anche dal giovane portiere De Gea, paragonato spesso a Van Der Sar. Al 25’ Aguero ha uno dei suoi spunti, ma Hangeland libera l’area inglese dal pericolo. Ora il Fulham appare molto più concentrato e ordinato, ma il gol è nell’aria: al 27’ di nuovo Aguero spaventa i giocatori in maglia blu e al 32’ i biancorossi colpiscono. Reyes ruba palla nella propria metà campo, accelera per superare Konchesky, in difficoltà scarica su Aguero che cicca al momento del tiro, ma sulla palla si avventa Forlan ed è 1-0. Al 34’ ancora Aguero, il più attivo dei suoi, tira debolmente da fuori. Ma è l’ultimo spunto dell’Altletico, che subisce il pareggio al 37’: Zamora protegge la palla in area dopo il passaggio di Konchesky, passa a Duff che scivola ma riesce a toccare per Gera, palla sul secondo palo dove Davies scarica il tiro e mette in rete l’1-1. Di nuovo sono i Colchoneros a tenere il controllo del match: conquistano 6 angoli consecutivi in 3’, ma non riesce a mettere la palla in rete. Rizzoli manda tutti negli spogliatoi senza recupero.
 
Il secondo tempo vede gli spagnoli ricominciare da dove avevano finito nel primo: Fulham sempre più schiacciato nella propria metà campo. La partita è molto corretta, quasi nessun fallo e nessun cartellino finora. Intorno al 50’ però i britannici riprendono coraggio e attaccano: Perea salva in extremis un pallone messo dentro da Gera. Proprio l’ungherese 2’ più tardi rischia il giallo: lancio lungo di Hangeland, De Gea esce e il piede del giocatore rischia di fargli male. Ma Rizzoli è clemente e, notata l’involontarietà, concede una semplice punizione. Al 55’ il primo cambio della partita: fuori Zamora, distrutto dal dolore al tendine d’Achille, dentro il nazionale USA Dempsey. Un’ottima partita di Reyes tiene a galla l’Atletico, ora in leggera difficoltà nel contenere gli arrembanti avversari: al 60’ Gera scodella un buon cross sul quale si avventa Davies, bel tiro respinto da De Gea, che blocca anche il conseguente tiro di Dempsey. Al 68’ c’è un cambio per l’Atletico: esce l’impalpabile Simao, entra Jurado.
La partita ora viaggia sui binari dell’equilibrio: Gera devia sul fondo un cross di Duff. Il Fulham distrugge gli avversari sul piano fisico e al 78’ Flores decide per il secondo cambio: fuori Reyes, stremato dall’ottima partita da lui giocata, dentro Salvio. Esce fra gli applausi anche Duff, rilevato da Nevland. Rizzoli fischia dopo 2’ di recupero e si procede ai supplementari.
 
Le squadre ora sono stremate e non riescono ad attaccare, ma al 105’ i biancorossi sfiorano il gol: Forlan si libera di due uomini e mette il pallone in mezzo ma Salvio la manca, sul pallone arriva Aguero che a porta quasi sguarnita lo0 manda fuori. Colchoneros di nuovo in vantaggio al 116’ grazie al solito Aguero: salta Hughes e mette in area e Forlan, dopo la deviazione di Hangeland, non deve fare altro che depositarla in rete. L’ultimo arrembaggio del Fulham non va, i madrileni tornano a vincere in Europa dopo 48 anni di digiuno.

Nespoli Stefano

Basket: Olympiakos demolito, Barça campione

Barcellona sul tetto d’Europa.

Come da pronostico, i biancorossi dell’Olympiakos non sono riusciti ad arginare lo squadrone messo in campo da coach Xavier Pascual, che ha dominato per tutta la partita. I catalani portano così a termine una stagione straordinaria, con un record favoloso in Eurolega (20-2) e un gioco capace di mettere sotto qualunque avversario, esprimendo una superiorità tale da apparire come la favorita alla vittoria finale già dal primo match. Questa apoteosi di vittorie si è conclusa proprio ieri sera, con la schiacciante vittoria sull’Olympiakos di coach Iannakis. Il risultato finale non lascia però spazio ad interpretazioni: un 86-68 che sarà molto difficile da digerire per Papaloukas e compagni. Tuttavia i greci, la squadra più ricca del continente, si vede tradire proprio dai suoi uomini migliori, strappati alle squadre NBA, come Childress e Kleiza, trascinatori nella semifinale con il Partizan finita all’overtime grazie alla freddezza dell’MVP del torneo Milos Teodosic. I catalani d’altronde non lasciano un attimo di respiro ai malcapitati avversari, e l’unico momento in cui l’Olympiakos sembra in grado di tenere testa ai temibili blaugrana è a inizio ripresa, quando si portano a -4 (52-48). Poi però il Barcellona piazza un maxi parziale di 19-4 e con 5 punti di Pete Mickeal tocca anche il + 19. Entrano Basile e Rubio, ma quest’ultimo, come Teodosic, non è all’altezza delle prestazioni sfoggiate in stagione, al contrario di Navarro, MVP di serata con 21 punti, 5 rimbalzi e 3 assist, e Bourousis, unico tra i greci ad essere in partita. Il Play (ed è proprio il caso di scriverlo maiuscolo), forse schiacciato dalla tensione e rallentato dall’emozione di essere arrivato così lontano a solo 19 anni, perde molti palloni, e anche se poi tenta di rimediare in difesa, non è il vero Ricky Rubio, quello capace di mettere a segno un gioco da 4 punti a Siena contro la Montepaschi (solo per citare una delle sue giocate migliori). C’è da segnalare una smisurata fiducia concessa a Victor Sada, eterna riserva in semifinale, da parte di coach Pascual, prontamente ripagato dal giocatore, autore di una prestazione straordinaria. E quando una squadra ha riserve del genere, c’è poco da fare: puoi solo farti da parte e inchinarti ai nuovi campioni d’Europa. E c’è anche un italiano in questa squadra di campioni: è Gianluca Basile, che nel 2004 subì una memorabile lezione dal Maccabi Tel Aviv giocando con la Virtus Bologna. Le facce deluse di Papaloukas e Iannakis a fine partita riflettono tutta la disperazione dei 4.500 tifosi giunti in massa dal Pireo, alla faccia della crisi in Grecia.
Termina dunque così un’altra edizione del massimo torneo in Europa, che vede la coppa strappata al domini di Panathinaikos (uscito incredibilmente al secondo turno) e CSKA Mosca, terzo alla fine, che se lo contendevano da 4 anni. E forse questo, da un gruppo del genere, ce lo potevamo aspettare.

Nespoli Stefano

Volley maschile, Cuneo campione d’Italia

  

Domenica 9 Maggio la Bre Banca Lannutti Cuneo si è aggiudicata il primo scudetto della sua storia, battendo 3-1 l’Itas Diatec Trentino. La finale dei Play Off (nei quali la CoprAtlantide Piacenza, ex campione d’Italia, è stata eliminata solo agli ottavi) si è svolta nel palazzetto Futurshow Station di Bologna, che ha visto circa 85.000 spettatori.
In partita non sono mancate le emozioni: il match è stato giocato sul filo della tensione, combattendo fino all’ultimo punto. Nel primo set ha dominato Trento (25-14), che però sottovaluta la squadra piemontese, e grazie alla strategia di Alberto Giuliani, Cuneo vince negli altri tre set (20-25, 22-25, 20-25).
“Trento ci ha messo in difficoltà nel primo set, soprattutto in battuta. Poi abbiamo trovato il nostro equilibrio che ci ha permesso di arrivare a questa importante vittoria” commenta Nikola Grbic, palleggiatore, non che anima, della Bre Banca Lannutti Cuneo. 
“Cuneo ha giocato meglio di noi questa sera e ha meritato pienamente di vincere questo Scudetto. Abbiamo iniziato benissimo la partita ma poi alla lunga ci è mancata la necessaria lucidità per tenere testa ai nostri avversari” “Le squadre sono state sostanzialmente in equilibrio, ma loro sono stati più bravi di noi a mantenere alta la concentrazione” dicono Radostin Stoytchev  e Andrea Sala, dell’Itas Diatec Trentino.
Arbitraggio perfetto, soddisfazione di aver battuto i Campioni d’Europa e incasso record (circa 223.000 euro) rendono ancor più saporita la vittoria per Cuneo.

Formenti Valentina

La volata finale in Europa

Quest’anno nei maggiori campionati Europei: Italiano, Inglese, Spagnolo e Tedesco, a pochissime giornate dal termine non si è ancora in grado di determinare il vincitore.
Nel nostro campionato, a 2 giornate dalla fine le squadre in corsa per lo scudetto sono Inter e Roma. La Roma è dietro 2 punti e per sperare ancora in una festa finale deve vincere contro il Cagliari e il Chievo; nel caso in cui la Roma dovesse vincere entrambe le gare anche l’Inter deve obbligatoriamente vincere a Verona e a Siena, perché se gli uomini di Mourinho dovessero pareggiare si finirebbe in parità e lo scudetto andrebbe ai lupacchiotti per i risultati negli scontri diretti.
Anche in Spagna a due giornate dalla chiusura del torneo a competere per il titolo ci sono le solite due squadre: Barcellona e Real Madrid. I catalani sono in vantaggio di 1 punto e, come in Italia, se il Real Madrid dovesse vincere entrambi i match il Barcellona è costretto a vincere la dura trasferta a Siviglia e contro il Vallaloid. Tra 2 settimane sapremo chi tra i balugrana e i galacticos finirà la stagione con 0 tituli e per entrambe le società sarà dunque una stagione da dimenticare dato che Laporta e Perez quest’estate hanno investito spropositatamente nel calciomercato. Ultima cosa da sottolineare proposito il campionato spagnolo è che le due contendenti hanno vinto un numero altissimo di partite e difatti sono a 93 e 92 punti, con un abisso di 24 punti tra il Real Madrid e la terza classificata, il Valencia.
Anche in Inghilterra a solo 1 giornata al termine, il campionato sta offrendo ancora intense emozioni. Il Chelsea di Ancelotti è in prima posizione a solo un punto dal Manchester United di Sir. Alex Ferguson. Lo scontro decisivo avverrà in casa per entrambe le squadre, i blues incontreranno il Wigan mentre i Red Devils lo Stoke City; due partite abbordabili dato che entrambe non hanno più obbiettivi.
Infine in Germania manca solo una partita e ormai il Bayern ha già ipotecato lo scudetto dato che è avanti tre punti dallo Shalke 04 e dovrà affrontare l’ultima in classifica, l’Herta.
Dunque questa stagione 2009/2010 è stata una delle più intense da diversi anni e ora saremo tutti incollati alla tv per vedere come andrà a finire.
 
Matteo Croci

Eurolega, ora siamo agli sgoccioli‏

Finalmente ci siamo. Domenica sera scopriremo il campione d’Europa: Barcellona-Olympiakos sarà l’atto finale dell’Eurolega 2009-2010. Ieri sera si sono giocate le semifinali Barcellona-CSKA Mosca e Partizan Belgrado-Olympiakos. L’hanno spuntata i rossoblù di Ricky Rubio, faioriti per la vittoria del torneo, e i greci guidati in panchina da Iannakis e in campo da Theo Papaloukas. Dopo 7 anni dall’ultimo, e unico, titolo conquistato, il Barcellona vuole confermarsi la migliore compagine del continente, la squadra che gioca meglio, quella che ha liquidato il CSKA, alla sua ottava Final Four consecutiva, grazie anche agli 8 assist di Rubio, 19 anni, ragazzino di grandi promesse. I russi partono bene, ma l’emozione degli spagnoli gioca a loro favore: 9-2 dopo 5′. Poi Basile rileva Navarro e con una grande difesa dell’azzurro e 8 punti consecutivi di Mickael il Barça effettua il sorpasso (15-11 dopo 9-0 dei catalani). Il CSKA torna in vantaggio sul 17-19, ma poi si spegne. Maxi-parziale dei rossoblù, 10-0, ma poi si svegliano Holden, Langdon e Navarro: con i magnifici assist di Ricky Rubio diventa il momento più bello della partita, e russi si riportano sotto sul 45-41 a 12′ dalla fine. L’eterno Siskaukas riapre la partita e quando Navarro e Rubio, sostituiti, ritornano i campo, siamo sul 49-46. A 2′ dalla fine Rubio alza il pallone per Vazquez, che schiaccia e allunga. Una tripla di Lorbek piega definitivamente, e improvvisamente, le gambe del Cska escluso per la prima volta dal 2006 dalla finale. E il Barcellona proverà a compiere l’impresa.

Nell’altra semifinale i greci dell’Olympiakos piegano il Partizan 80-83 dopo un tempo supplementare. Le due squadre danno vita a una partita dall’equilibrio altalenante, con dominio assoluto dei serbi in avvio. 10-2 in pochi minuti, e i biancorossi sono costretti a rincorrere. Poi però si svegliano dopo il primo quarto sfiorano l’aggancio (17-15). Con Bourousis trovano la parità a quota 22 e al 18′ vanno in vantaggio, 26-31. Poi sale in cattedra Kecman, campione l’anno scorso, e riporta i bianconeri sul 37-39. Il serbo mette due triple che segnano il -1 al 29′, ma quando Bo McCalebb comincia a gicare come sa, mettendo a segno 7 punti consecutivi, la Cenerentola delle Finals torna in vantaggio sul 62-60. Iannakis chiama minuto, e i greci ne escono benissimo. Con l’Olympiakos in vantaggio di 3 punti, Kecman segna l’ennesima tripla, e a 7 secondi McCalebb si fa tutto il campo in contropiede e mette a segno il +2. Ultimo Time-out per coach Iannakis, e i biancorossi ne escono con un tiro sbilenco da tre, ma Childress sfodera tutta la sua classe da ex-NBA e schiaccia al volo. Ora è ilo Partizan che chiama minuto, e ordina un tiro di Kecman a 2” dalla fine. Il tiro, dopo un parapiglia, arriva però da McCalebb, non un grande tiratore, che lo sbaglia. Ed è overtime. A metà del supplementare i greci sono in vantaggio 70-75, ma con un gioco da tre di Vesely i serbi tornano sotto. Ma è solo un’illusione: Teodosic dalla lunetta non sbaglia niente e Cenerentola viene relegata nella finalina. Sarà L’Olympiakos a tentare di battere i favoriti del Barcellona.
Comunque andrà, ringraziamo le 32 squadre che hanno preso parte a questa edizione del massimo campionato europeo di basket per lo spettacolo e le emozioni che ci hanno regalato.
 
Nespoli Stefano

Un Inter galattica stende un Barcellona sottotono

Catalani sottoMESSI
Martedì sera a Milano si è disputata la semifinale di Champions League tra Inter – Barcellona. I pronostici della partita vedevano gli spagnoli favoriti per la qualificazione alla finale di Madrid, ma con oggi le quote dei catalani si sono alzate conseguenza della vittoria degli uomini di Mourinho a San Siro. Infatti i neroazzurri hanno vinto 3-1 con una prestazione superba dimostrando di essere una tra le squadre più forti al mondo, seppur segnando un gol in fuorigioco. Mourinho ha schierato in campo la stessa formazione che aveva utilizzato contro il Chelsea e che da quel momento utilizza in ogni partita; un 4-2-3-1 con le ali occupate da Samuel Eto’o e Goran Pandev che in fase difensiva hanno dato tutto per aiutare i compagni di squadra. Inoltre nel reparto difensivo sono stati perfetti nel ingabbiare la pulce Messi, che si è trovato chiuso tra Motta, Zanetti e Samuel. L’Inter pur avendo subito un gol si è subito ripresa creando 2 palle gol con Milito e riuscendo a trovare il gol del pareggio con Wesley Sneijder, oramai diventato uno dei leader della squadra.  Nel secondo tempo l’ Inter è entrata in campo determinata e convinta dei propri mezzi e dopo soli 3 minuti è passata in vantaggio con Maicon. La rimonta è stata completata da Diego Milito, che ha siglato il gol del 3-1 a 20 minuti dallo scadere del termine, con una clamorosa svista arbitrale. Dopo l’infortunio di Maicon il Barcellona ha chiuso nella sua area l’Inter per gli ultimi 20 minuti, ma i neroazzurri si sono difesi bene senza dare spazio di tiro ai blaugrana.
Mercoledì 28 aprile si è disputato il ritorno di semifinale al Camp Nou; il risultato finale è stato di 1-0 a favore dei Blaugrana ma ciò non è bastato per accedere alla finale, infatti il Barcellona avrebbe dovuto vincere o con 2 gol di scarto ma senza subirne più di uno, oppure con un 3-1 e gli eventuali supplementari e rigori. La preparazione alla partita per i catalani è stata soprattutto mediatica : La stampa spagnola subito dopo la partita ha parlato di ”furto all’italiana” accusando l’arbitro portoghese Benquerenca di aver arbitrato a favore dell’ Inter; poi dopo il match di campionato contro lo Xerez tutti i giocatori hanno indossato una maglietta con la scritta ”Venderemo cara la pelle”.La partita contro l’ Inter ha dimostrato però come la squadra di Milano,pur in 10 dal 30°circa , abbia resistito all’ assedio del barça concedendo pochissime palle gol difendedosi dal primo all’ ultimo minuto, effettuando una sorta di catenaccio provinciale.
Il 22 Maggio dopo 38 anni di astinenza l’Inter ritorna in finale al Bernabeu contro il Bayern Monaco; qualunque sia il risultato l’Inter con Mourinho, giustamente contestato dagli altri tifosi per l’istigazione alla violenza, ha comunque cambiato la mentalità della squadra portandola a grandi traguardi, rispetto ai penosi risultati degli anni passati.

Matteo Croci
Stefano Lanzi