Archive for the ‘ Interni ’ Category

Inaspettate dimissioni della Busi, giornalista storica del TG1

Nella giornata di ieri, la storica giornalista Maria Luisa Busi del Tg1, con il quale ha combattuto molte battaglie, ha annunciato tramite una lettera al proprio direttore di volere lasciare l’incarico che svolge da circa venti anni, lasciando molti perplessi per questa notizia, che sembrerebbe inattesa. Questa lettera sarebbe stata affissa dalla stessa giornalista nella bacheca del giornale, rendendo le sue dimissioni un fatto mediatico e allo stesso tempo pubblico. Nella lettera la conduttrice mostra i motivi che l’hanno portata a questa scelta, spiegando che non si riconosce più nella testata. La Busi afferma che per un giornalista l’unico strumento per decidere di difendere la sua professionalità, è togliere la propria firma, cioè un conduttore può solo togliere la sua faccia.
Purtroppo è emerso che la Busi già da parecchi mesi non accettasse il taglio di parte dato al Tg da parte di Minzolini, il suo direttore, ma sarebbe rimasta lì solo per senso di dovere e perché si aspettava un cambiamento al suo interno. E’ l’ennesimo scossone all’interno del Tg1 dopo che molti volti storici del telegiornale erano stati allontanati dal direttore Minzolini per rinnovare il personale giornalistico e si pensa che la stessa cosa sarebbe successa alla Busi, infatti era previsto per lei un ricollocamento nel Tg delle 13 e non più in quello delle 20 che è il timone portante del Tg1, poiché scavalca sempre come ascolti il Tg5 che va in onda alla stessa ora.
Ecco la replica del direttore del Tg1 alle parole della giornalista:«Il mio telegiornale non è mai stato di parte, ho sempre dato voce a tutti e gli ascolti mi hanno dato ragione. Le accuse che mi rivolge la collega sono false, per questo non condivido neanche una riga della sua lettera. Che poteva – se vogliamo dircela tutta – farmi recapitare prima di affiggerla in bacheca».  

Zanfrini Francesca

Annunci

Con Facebook il suicidio è annunciato

Luca, un ragazzo di diciassette anni, sarebbe dovuto diventare maggiorenne il 23 Giugno. Si è suicidato mercoledì sera alle 23:15, gettandosi nel fiume Piave. Aveva annunciato la sua morte la sera stessa su Facebook dicendo: “Basta sono stanco di tutto e di tutti. Non mi fido più di nessuno, mi fa troppo schifo vivere così e ci sono troppo dentro per venirne fuori. Voglio andarmene da qui, mi servirebbe un po’ di relax… Chiedo solo una cosa alle persone che ci tengono a me: non dimenticatemi.”
Il ragazzo dopo aver scritto questo ha preso il motorino e ha raggiunto il ponte della Vittoria a San Dona di Piave e si è buttato nel fiume. Due persone che erano uscite dal cinema vicino hanno udito le urla del ragazzo che cercava aiuto, ma nel momento in cui i soccorsi stavano per arrivare il cuore di Luca ha cessato di battere. I sommozzatori gli dicevano di avvicinarsi alla riva, ma troppo stanco il ragazzo si è lasciato andare. Interrotte le ricerche alle 2:30, il corpo fu trovato sulla riva opposta del Piave la mattina seguente.
Un altro caso simile ha questo è stato quello di Andrea anche lui diciassettenne che si era iscritto a un gruppo su Facebook “Che ne dici di farla finita?”. Il ragazzo decise da suicidarsi con la pistola di suo padre mostrando il video in cui si sparava su Facebook.
Ma che cosa ha portato questi ragazzi ad esprimere i propri pensieri su Facebook prima di commettere una tale sciocchezza?
Forse trovano Facebook come un proprio diario personale su cui poter scrivere tutti i loro sentimenti confrontandoli con amici, cercando consigli di come fare ad andare avanti quando accadono dei fatti importanti belli o brutti che siano. Ma quando un amico ti scrive dicendoti che vuole farla finita con la propria vita tu non puoi dargli solo un consiglio ma devi fare molto di più: devi stargli accanto e aiutarlo ad uscire dalla depressione giovanile in cui si trova.
Così il ragazzo non si sente più solo, ma si accorge che ha dei veri amici accanto a lui. Ma purtroppo con i giovani di oggi, non è facile fidarsi e avere un amico su cui contare.
 
Campana Camilla
Marzella Alice

Giustizia che non funziona: sentenza shock

E’ appena stata emessa una sentenza per cui la famiglia Pedrazzoli deve risarcire per oltre 200 mila euro un’anziana, che nel 2002 fu investita dal figlio allora tredicenne della coppia.
All’epoca il ragazzino era in gita con l’oratorio e stava percorrendo la pista ciclabile del Parco del Naviglio Grande a Robecco sul Naviglio, e la donna che investì entrò in coma e dopo un anno morì. Ora se la famiglia Pedrazzoli non corrisponderà la somma di denaro stabilita dal tribunale, entro dieci giorni la loro casa sarà pignorata. Il ragazzino ora ventenne ha un lavoro precario in un call center e i genitori non hanno un lavoro molto redditizio, infatti il padre lavora al soccorso stradale e la madre è impiegata come colf. Per giunta, i coniugi hanno un altro figlio ancora minorenne, e versare i 200 mila € per loro è impossibile. La famiglia ha dichiarato che neanche in tutta la vita riuscirà a ricavare il denaro richiesto. Anche se il versamento dovesse avvenire, i Pedrazzoli finirebbero sul lastrico.
Il risarcimento dovrebbe avvenire anche da parte dell’ente gestore del parco, poiché se ci fossero state le protezioni adeguate e a norma di legge, l’ incidente non sarebbe finito con un tragico epilogo. Il tribunale ha sentenziato che i genitori per non aver educato adeguatamente il figlio devono pagare.
Questa è giustizia non giustizia, poiché se da un lato c’ è la morte di una donna, dall’ altra c’è una famiglia sul lastrico, che certo non può permettersi di pagare una somma del genere. Bisogna riflettere se sia veramente il caso di penalizzare così una famiglia, anche perché il valore di una persona, anche se defunta, non si può quantificare. 

Zanfrini Francesca

Muore per protesta infermiera 45enne

Mariarca Terracciano, infermiera quarantacinquenne dell’ospedale san Paolo di Napo<p>Napoli, muore infermiera: si prelevava il sangue per protesta</p>li, è morta per protesta:  si è fatta togliere nell’ospedale in cui lavorava 150 millilitri di sangue al giorno per quattro giorni, a causa del mancato stipendio dell’ Asl Napoli.  È deceduta ieri dopo aver subito un arresto cardiocircolatorio, ed era stata ricoverata nel reparto rianimazione lo scorso lunedì, il giorno in cui ha avvertito un malore mentre stava lavorando.
Molto probabilmente, oltre ad aver attuato questa protesta, aveva anche rinunciato a mangiare da qualche giorno. Il suo gesto, dovuto dalla preoccupazioni per le scadenze economiche, aveva fatto il giro dell’intero paese, poiché era stato diffuso su You Tube. Nonostante questa drammatica situazione, al problema degli stipendi non è ancora stata data una soluzione.
Il vero problema è che la donna era sposata ed aveva due figli, uno di dieci anni e l’altro di quattro. 
Molti sostengono che sia un gesto folle ed avventato, ma lei voleva dimostrare, vedendo il sangue, le effettive difficoltà delle persone e degli ammalati.
Tutti coloro  conoscevano Mariarca come una persona che ha dedicato tutto al prossimo, e come sostengono i familiari, “lo ha fatto anche dopo”, donando i suoi organi per consentire alle persone più in difficoltà di continuare a vivere.
 
Campana Camilla
Marzella Alice

Attenzione al Bici Day‏

La scelta è forse sbagliata date le condizioni climatiche che ci stanno facendo sentire ancora in autunno invece che in piena primavera, ma il 9 Maggio, da Roma a Milano ci sarà il Bici day. Così commenta l’assessore all’ambiente di Roma, Stefania Prestigiacomo: «Abbiamo pensato di istituzionalizzare qualcosa che è già nel cuore degli italiani – ha detto il ministro presentando la “Giornata nazionale della bicicletta”, martedì, nel Tempio di Adriano – Un messaggio culturale che voglio lanciare ai giovani sul tema della mobilità e della sostenibilità. Su questo argomento ci dobbiamo tutti impegnare, sindaci e cittadini devono davvero sposare questa causa».
L’intento di tutti gli assessori sarà quello di presenziare sulle piste ciclabili durante la giornata, questo come anche dichiarazione d’intenti nel migliorare le piste e permette una viabilità più verde e una maggiore sensibilizzazione per i cittadini.

Spelta Anna

Violenza tra giovanissimi, colpa dei genitori?

Sono sempre di più i ragazzini minorenni che compiono atti di bullismo verso compagni di scuola e verso autorità.
Un caso clamoroso è accaduto a Caserta: un diciassettenne, due sedicenni e due quindicenni hanno picchiato e minacciato un loro compagno di scuola solo per filmarlo col telefonino e mettere il video su Youtube. Il ragazzo era già stato minacciato e picchiato con pugni e calci davanti ai suoi compagni di classe, anche queste registrate col telefonino. Fortunatamente la polizia è riuscita h eliminare questi video dal Web, e la sentenza ha emesso provvedimenti  nei confronti dei ragazzi minorenni.
Invece a Napoli un bambino di 10 anni prende a calci la propria maestra che era intervenuta in una lite tra bambini per fermarla. La donna è stata ricoverata d’urgenza, in prognosi riservata.
Questi due casi, e ce ne sono molti altri, fanno capire la gravità della situazione che c’è ora in Italia. I bambini prendono esempio dai genitori, che a loro volta, come si è visto in alcune vicende, risultano essere più violenti e irresponsabili dei loro figli, uccidendo mogli o parenti stretti in preda da scatti di rabbia.
 
Campana  Camilla
Marzella  Alice

Madre assassina a Gela‏

La tragedia è avvenuta a Gela (Caltanisetta) dove Vanessa Lo Porto, in preda ad un raptus di follia ha ucciso, facendoli annegare in mare la cosa che di più cara aveva al mondo: i suoi due figli, rispettivamente di due e nove anni. Vanessa è stata arrestata con l’accusa di duplice omicidio, ed è stata successivamente ricoverata nell’ospedale di Vittorio Emanuele di Gela.  L’accaduto è ancora poco chiaro, ma da una prima ricostruzione dei  fatti la donna prima ha affogato i suoi figli in mare,  poi è riuscita a ritornare, nuotando faticosamente verso la spiaggia. Ci saranno sicuramente indagini che poi accerteranno se la donna, al momento dell’omicidio,  aveva inizialmente anche intenzione di suicidarsi.
 “Venite a prendermi, ho ucciso i miei figli”…Si è così dichiarata colpevole ai carabinieri. Il padre dei figli uccisi, Marco D’Angusta, che aveva lasciato la moglie qualche tempo fa, è ancora sotto shock: “Non me lo sarei mai aspettato” sono gli unici sussurri che l’uomo è riuscito a dire alla polizia.
Ieri è stato ritrovato il corpo di Andrea Pio, il fratellino più piccolo, che tutta la scorsa notte è rimasto in balia delle onde del mare fino ad arrivare alla spiaggia di Torre di Manfria, a circa dieci chilometri da Gela.
La donna viveva nel quartiere di una cantina sociale, simile ad un agglomerato urbano. Nonostante tutto lei era felice della sua vita, e i suoi genitori l’avevano sempre spinta a guardare avanti, e a pensare ad un futuro migliore; cercava sempre il modo migliore di andare avanti. Nessuna persona che la conosceva sul serio non avrebbe mai potuto immaginare ad un gesto così folle ed impulsivo.
 
Campana Camilla