Archive for the ‘ Esteri ’ Category

Horst Koehler, gaffe a Kabul: gli costa caro

«Un Paese delle nostre dimensioni, concentrato sull’export e quindi sulla dipendenza dal commercio estero, deve rendersi conto che… sviluppi militari sono necessari in un’emergenza per proteggere i nostri interessi – aveva infatti detto durante un’intervista a una radio tedesca -, ad esempio per quanto riguarda le rotte commerciali o per impedire instabilità regionali che potrebbero influire negativamente sul nostro commercio, sull’occupazione e sui redditi» ha riferito Horst Koehler, il Presidente di Germania mentre era stato ospite di una radio in Afghanistan Sono queste le parole che glui sono costate caro, addirittura le dimissioni. Sono state duramente criticate da vari esponenti politici e dallo stesso Karl-Theodor zu Guttenberg, ministro della difesa, che venerdì scorso ha preso le distanze dall’ormai ex Capo di Stato.
Ciò riguarda la questione della missione in territorio afghano, che a suo avviso sarebbe stata giustificata dalla necessità di proteggere gli interessi economici del Paese all’estero; Koehler si dice frainteso, in quanto in suo atteggiamento è stato etichettato come esagerato secondo molti osservatori. Le dichiarazioni fatte dallo stesso ex Presidente sono addirittura contrarie a ciò che più del 60% dell’opinione pubblica pensa, compresa la stessa Merkel: Koehler si preoccupa del lato economico della questione, mentre al resto della popolazione importa proteggere la stessa Germania dal terrorismo internazionale. La cancelliera tedesca però di dichiara ‘sorpresa’ nel venire a conoscenza delle dimissioni di Koehler, afferma di aver provato a smuore le sue decisioni riguardo le dimissioni senza però successo.

Samini Imane

Evitata un’altra strage in Afghanistan

Ieri due ordigni improvvisati caricati con cinquanta chilogrammi di esplosivo sono stati scoperti e disinnescati poco tempo prima dell’arrivo di un convoglio dell’isaf  diretto a Fob Columbus che è l’avamposto a pochi chilometri dal confine con Turkmenistan nel quale i militari italiani, spagnoli e americani affrontano talebani e narcotrafficanti.
La minaccia è costante come ha affermato il contingente italiano ad Herat.
Si è corso un grave pericolo anche se grazie agli esploratori dell’esercito afghano si è riusciti a disinnescare gli ordigni e ad evitare una nuova strage.
Al contrario lunedì scorso non si era riusciti ad impedire l’attacco, così a 25 km dal villaggio di Murghab il Lince con a bordo Ramadu, Pascazio, il caporalmaggiore Gianfranco Scirè e il caporale Cristina Buonacucina (entrambi rimasti feriti), è saltato in aria.
Il trentaduesimo reggimento artificieri della brigata Taurinense è intervenuto una volta arrivata la segnalazione dell’esercito afghano.
Dopo aver verificato con l’aiuto dei cani l’effettiva presenza dell’esplosivo ad alto potenziale che è stato fatto esplodere sul posto soltanto dopo aver controllato l’assenza di civili nella zona.
Gli uomini dell’ intelligence suppongono che non si sia trattato di un attacco diretto contro gli italiani, ma che sia stato un tentativo per ostacolare la strategia della coalizione internazionale che punta al maggior controllo del territorio.
Stanno aumentando le segnalazioni di ordigni sulle principali vie di comunicazione e questo è uno dei principali rischi con cui i militari devono fare i conti.
 
 
Caglio Fabrizio
Sanvito Federico
Maggioni Angelica

Tredicenne in vetta al mondo

«Voglio arrivare in cima, lassù sul tetto del mondo e raccogliere un sasso. Poi lo terrò sempre con me» Ecco aggiunto un nuovo nome alla lista dei teenagers da record: Jordan Romero, soli 13 anni, si è appropriato del primato, il quale appena qualche giorno fa era nelle mani dei sedicenne nepalese Temba Sheri. Il giovane californiano in compagnia del padre, della matrigna e di un team composto di 3 sherba (guide nepalesi), è riuscito a scalare la vetta più alta del mondo: l’Everest, salendovi dal versante cinese. Il giovane alpinista ha coronato il suo sogno, impresa favorita anche dalle buone condizioni climatiche. La notizia è stata ufficializzata tramite il blog del piccolo alrpinista.
Nonostante la sua tenera età, Jordan è salito in vetta ai sei più alti monti del mondo; il primo trionfo fu spingersi a 5.800 metri, altezza relativa al monte Kilimangiaro, in Tanzania. «Ogni passo che faccio è verso il grande obbiettivo della mia vita, stare in cima al mondo!» enuncia il tredicenne.
Non mancano però le controversie relative alla vicenda: ci si domanda come mai i genitori permettano questo ai propri figli, pur conoscendo i rischi e pericoli che ne deriverebbero.

Samini Imane

Bangkok: esercito vs Camicie Rosse

In Thailandia la crisi politica continua ormai da cinque anni: la classe urbana appoggia il primo ministro Vejjajiva, mentre la classe meno abbiente sostiene che il primo ministro non sia stato eletto dal popolo, ma salito al potere grazie al voto del parlamento.
Mentre rilasciava un’intervista, uno dei leader delle camicie rosse ha rischiato la morte ma fortunatamente ora è solo gravemente ferito. Questo fatto ha contribuito al peggioramento della situazione già tesa e delicata.
Ora è scontro aperto tra i manifestanti anti governativi e i militari e il bilancio delle violenze secondo l’Ansa è di 125 feriti e 10 morti. Le proteste sono iniziate lo scorso 12 Marzo e da allora sono morte 34 persone e più di 1400 sono rimaste ferite. A causa degli scontri la situazione economica del paese è precipitata. Anche un giornalista canadese è stato ferito da diversi colpi da arma da fuoco come gli altri due reporter thailandesi che ora sono in condizioni stabili.
Ieri in mattinata l’esercito ha dichiarato di non avere pianificato le azioni repressive anche se dopo poche ore ha stretto un assedio nell’are interessata dalle manifestazioni. Da cinque settimane le camicie rosse hanno occupato una vasta area nel centro di Bangkok e hanno delimitato la zona con filo spinato per impedire all’esercito di attaccarle. Quest’ultimo ha minacciato i ribelli di chiudere gli accessi e di tagliare acqua e luce. Questo tentativo dovrebbe servire a far arrendere almeno qualche protestante.
Il governo Thailandese ha promesso di arrivare al più presto ad una trattativa ragionevole per entrambi le parti con i gruppi dell’ opposizione. Il ministro Frattini ha affermato che la situazione sta diventando insostenibile e che la trattativa è assolutamente urgente.
Frattini ha comunicato inoltre che l’ambasciata italiana resterà aperta e che invita alla cautela i cittadini che sitrovano in Thailandia e quelli che stanno per recarsi nel Paese. Diverse ambasciate sono state evacuate e diverse vetture sono state incendiate nei pressi dell’ambasciata americana.
 
Maggioni Angelica
Bresciani Marco

Esplode bomba a Salonicco firmata dagli insurrezionalisti

È scattato l’allarme terrorismo in Grecia, la tensione è alle stelle.
Dopo il recente ordigno che era stato piazzato davanti al carcere Korydallos di Atene, mercoledì sera , venerdì 14 maggio è stata fatta esplodere una bomba all’interno del palazzo di giustizia di Salonicco. Le conseguenze di questa esplosione hanno causato il ferimento lieve di due persone ma danni ingenti alla struttura e soprattutto grande panico tra i cittadini. Questa bomba ha accentuato le proteste dei lavoratori pubblici e privati che continuano a manifestare contro la riforma delle pensioni e il piano di austerità del governo.
I sindacati hanno proclamato un altro sciopero generale.
In questo modo la violenza che va avanti dal dicembre scorso dopo l’uccisione da parte delle forze dell’ordine di un adolescente non si attenua e la bomba di ieri avrebbe potuto fare una strage.
Secondo le autorità i due attentati hanno la stessa matrice e sono stati rivendicati a due quotidiani greci e questa matrice è firmata dai leader insurrezionalisti arrestati l’aprile scorso e arrestati nel carcere di Korydallos.

Caglio Fabrizio
Sanvito Federico

Marea nera: un incubo per l’ecosistema‏

Il 27 Aprile la piattaforma petrolifera Deepwater Horizon è affondata al largo delle coste della Louisiana. La multinazionale petrolifera British Petroleum aveva denunciato che la fuoriuscita di petrolio fosse pari a 1.000 barili al giorno, ma la quantità effettiva di perdita è di 5.000 barili al giorno. In seguito all’affondamento della piattaforma, il pozzo sottomarino minaccia di provocare danni inestimabili all’economia e all’ecosistema. Inoltre gli esperti hanno affermato che i danni di questa catastrofe saranno visibili ancora tra cinquant’anni. Si sono aperte tre falle sottomarine che ora gli ingenieri della British Petroleum dovranno cercare di chiudere. Queste operazioni hanno già avuto inizio, infatti in queste ore si sta cercando di controllare la perdita attraverso la posa di una gigantesca struttura in acciaio e cemento alta 12 metri, anche se questo tentativo è ostacolato dalla totale oscurità, dalla profondità (1525 metri), dall’alta pressione e dalle forti correnti marine. La struttura si trova a circa 80 Km dalla costa e sarà collegato ad una nave che immagazzinerà il greggio. Il vento ha allontanato la grande macchia di petrolio dalla costa, ma la guardia costiera è convinta che sia inevitabile il ritorno alla riva entro tempi brevi. Il tempo che si impiegherà per fermare la fuoriuscita è di circa tre mesi.
La piattaforma affondata fu comprata in leasing da un gruppo svizzero (Transocean) e ora si sta cercando di attribuirgli la colpa poichè secondo la British Petroleum sono loro i responsabili. L’amministrazione Obama ritiene che la multinazionale non stia facendo abbastanza anche se sono loro la fonte dei finanziamenti.
Per eliminare il petrolio dalla superficie marina si stanno effettuando degli incendi controllati, anche se non stanno dando grandi risultati. L’impatto economico sul disastro potrebbe essere dei più gravi, infatti l’industria della pesca della regione (con un fatturato di quasi due miliardi e mezzo di dollari) potrebbe subire gravi perdite. Anche gli allevatori di gamberi hanno denunciato la British Petroleum per negligenza e inquinamento poichè la catastrofe gli ha tolto l’unica fonte di ricchezza.
Le coste della Florida non sono state ancora infettate, mentre Louisiana e Missisipi sono ormai state investite dall’ondata di petrolio.
 
Maggioni Angelica
Bresciani Marco

Allarme a Times Square, un pacco sospetto mette in subbuglio la città‏

La parte della piazza vicino a Marriott Marquis è stata evacuata nel pomeriggio e rimasta chiusa per circa un’ora. La causa di tutto ciò è il ritrovamento di un pacco sospetto, rivelatosi poi un frigorifero da campeggio contenente alcune bottigliette d’acqua. Il ritrovamento del pacco ha fatto temere il peggio poiché posizionato nel medesimo punto dove quasi una settimana fa davanti all’hotel Marriott Marquis è stata rinvenuta l’autobomba lasciata da Faisal Shahzad. Gli artificieri hanno controllato e hanno sventato il peggio così l’allarme è rientrato. La situazione a Times Square «è sotto controllo» ha comunicato a quel punto un funzionario dell’amministrazione Obama alla Cnn.
Dopo l’autobomba di Shahzad ora la paura è aumentata, e questo era l’ottavo pacco sospetto da sabato: poche ore prima le autorità erano intervenute per controllare uno zaino sospetto.
Il rischio è aumentato di circa un terzo e fino a oggi la polizia ha esaminato ben 493 oggetti sospetti rispetto ai 381 dello scorso fino a questo periodo.
 
Caglio Fabrizio
Sanvito Federico