L’Uomo che verrà, i giovani preferiscono Avatar (sbagliando)

L’uomo che verrà è il nuovo film di Giorgio Diritti, ed è anche il primo miglior film dei premi David di Donatello 2009-2010.

La storia è ambientata sui colli appenninici vicini a Bologna e si svolge durante il nazismo, dove i contadini del luogo decidono di unirsi in tanti gruppi partigiani, che non sembrano turbare l’incoscienza di Martina, una piccola bambina che dopo aver visto il proprio fratellino morire tra le sue braccia ha smesso di parlare e di rapportarsi con gli altri e vive solo nell’attesa che nasca il nuovo fratellino.
Dopo la nascita del secondo fratellino per introdurre l’episodio dell’eccidio di Marzabotto Giorgio Diritti utilizza il dialetto per raccontare una comunità e attraverso il linguaggio cinematografico trasmettere questo messaggio molto profondo.
Inoltre il regista per avvicinarsi molto di più sia al contesto storico che al tema stesso, utilizza la fluidità delle immagini, non cerca di sforzare un argomento che è del tutto naturale e veritiero purtoppo.
Pur essendo un film molto profondo, in Italia ha incassato solo 1.270.000 euro, e lo troviamo nella zona pre-buoni incassi.
Ci accorgiamo che il mondo sta cambiando, che molti più sono i giovani che dimenticano la bellezza di questi film abbandonandoli per altri più innovativi.

Fossati Greta

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